
« S u A l i D ' A n g e l o »
Il Blog di un Angelo malinconico che è affetto da un male cronico del silenzio l'amaro tocco l'cuore che lascia nere lacrime d'Amore
Ciò che Amo...
« il silenzio rimarginatore di rumori distanti nel tempo, la natura che avvolge con le sue radici l'essenza materiale di tutto ciò che esiste di bello, la poesia che sboccia nel cuore curata nella mente e raccolta con le mani, l'arte in tutte le sue espressioni dipingendo volti tristi e malinconici di passati e futuri possibili, il suono del violino che melodico avanza nella mente e porta via malinconicamente le forze per reagirgli. la mia gatta nera un'assassina e pantera che si crogiola nella tristezza del buio casalingo..l'umiltà che vi è negli animi di chi muove le proprie mani per atti e pensiri puri dediti a servire ed aiutare il prossimo, camminare e passeggiare nei miei pensieri che senza avviso giungono e mi portano via dimenticandomi del resto, amo l'Amore che si instaura con un'amicizia o con affetti più grandi »
...E ciò che Odio...
« odio le persone che si arrendono alle prime difficoltà non riuscendo a guardare oltre il proprio naso, l'ipocrisia che dilaga nelle menti, la gente indifferente ed egoista, esser giudicato e giudicare, la troppa fiducia che riesco a darmi certe volte, non ragionare prima di fare qualcosa, pensare troppo, l'uomo contemporaneo, sentire le ragazze bestemmiare e dir tutto quel che c'è di più osceno, cercar litigio, la pigrizia »
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DhD per i brushes
Preghiera dell'Angelo
Prego per ciò che non ha origine da alcun pensiero
è l'ispirazione di ciò che più mi è caro
trovando in queste parole un segreto sincero
che non renda il cuore troppo amaro.
Vivo fra le stelle di un sogno lontano
costellato da eventi che mi portano ad amare
tutto ciò che della vita non si tocca con mano
e mi getto nel dolce vagare.
Amo specchiarmi nel cuore
e vedere quanto ci vuole allo specchio per rompersi
sfiorandolo con petali di fiore
e in ogni minimo respiro perdersi.
Suono la mia malinconia sulle corde del violino
pizzicando le emozioni per un canto infinito
lasciando libero ai sogni il cammino
lungo uno stetto sentiero finito.
Volo... non ci riesco e cado
cerco di aprire le ali e prego
che la mia corsa acceleri di grado
e a rinunciare mai mi piego.
Emanuele
posted by HEKANESER at the luglio 14, 2008 01:09... commenti

E ci si perde nella vita cercando di rincorrere il silenzio solo per poterlo tenere un istante nel palmo della mano, allontanandoci lentamente da tutto.
Anche se raggiungessi pienamente il silenzio, non riesco a creare uno scudo intorno al cuore per proteggermi dalle emozioni. Quei sentimenti che naufragano in me e seppelliscono i miei pensieri in un terreno arido di congetture.
Ho piume pesanti che cedono al ritmo del seguitar dei giorni, con l'unico stimolo di andare avanti, curiosi del domani e timorosi di non doversi più risollevare. Scrivo parole sconnesse che fluiscono lentamente dalle dita, pizzicando con pigrizia le corde della mia passione.
Stretto al petto non so più cosa avere, vivo i miei giorni in attesa del domani, sperando o cercando di non cadere. Forse tento di mirar al contrario, così da avere un letto di petali ad accogliere la mia caduta, velato da sorrisi ed impreziosito da sguardi carichi d'emozione. Mi potrei approfittare, restando indisturbato nel silenzio del mio cuore, lasciandomi crogiolare nel calore di quell'affetto che per egoismo non condividerei con nessuno.
Mi sentirei inadeguato.
Vorrei prendermi in giro con tutto ciò che penso, riuscendo magari ad ingannare i miei sorrisi, ma la consapevolezza di essere diverso da quello che vorrei essere mi porta a perire sotto il macigno del sentimentalismo e dell'altruismo, tanto da sentirmi mare ed annegare lentamente in emozioni che mi sono imposto di non ascoltare più. Vorrei tenere fra le piume tutte quelle persone che mi hanno trattato male, che hanno inveito contro di me, estorto e straziato la mia innocente concezione d'Amore.
Un drammatico masochismo o un semplice dovere cristiano che vorrebbero comunque portare uno spiraglio di luce in vite vuote.
Non riesco a dimenticare.
Non riesco a farmi scudo.
Non riesco a far a meno del sorriso altrui.
Rimango in ginocchio nel silenzio a giungere le mani, in una posa immobile che mi consenta di tenere in equilibrio ogni minimo pezzettino di me, sperando di non crollare come vetro al minimo movimento.
posted by HEKANESER at the giugno 16, 2008 13:03... commenti (3)

Sei li, su quella poltrona morbida con i poggioli di legno a tener allenata la mente, facendo accavallare le lettere sui cruciverba come quei fiumi di parole che avrei tanto voluto dirti. Il sole del pomeriggio ti sfiora il viso ma ciò che lo illumina è il sorriso. Ti osservo e più il cuore mi si stringe, consapevole di quel passo che presto o tardi avresti dovuto fare ed io non ti avrei potuto accompagnare.
Temo i giorni che trascorrono ed i tuoi capelli bianchi che aumentano, lasciandomi scivolare lentamente nell'angoscia, in un semplice e non curato tuffo al cuore.
Come se fossero passati pochi secondi, ti ritrovo sdraiata in un letto bianco d'ospedale. Il sole ha cura di te e continua a sfiorarti, come le mie mani che lentamente si lasciano andare fra le onde bianche dei tuoi capelli. Rimango a fissarti, confondendomi nei tuoi pensieri, in quegli occhi profondi che tu mi riveli nascondersi un senso di timore, paura. Ti sorrido e tu con me, cogliendo tutta la mia emozione in quelle poche lacrime che non si frenano alla forza di non piangere. La tua mano è fredda, ma non perdi la speranza e la forza di cercare la mia, stringendomela. Rimaniamo a fissarci per alcuni secondi, a me par trascorrere una giornata intera in silenzio nei tuoi occhi.
Fragile, come una bambina, consapevole del proprio male così da farlo mio e assisterti in ogni momento, facendoti sentire che ti sono vicino, che qualunque cosa succeda io sono li, fra le tue mani ad implorare Dio che il tempo si fermasse in quel preciso istante.
Le mie carezze sono impresse sulle mani e nella mente, mentre i tuoi occhi mi hanno lasciato un vuoto nel cuore. Ti sorrido, lasciando scivolare la tua mano fra le mie, mi allontano dal tuo letto, osservando i tuoi occhi che da me vagano verso la finestra, proiettando i tuoi pensieri altrove.
Lo sai, lo hai sempre saputo ed ora me ne hai voluto dare la dimostrazione. Anche il cielo piange le lacrime che al tuo funerale non ho saputo versare. Una messa semplice ha incoronato la semplicità che da una vita ti sei portata dietro. I fiori non stanno a compensare il candore che tu stessa hai sempre dimostrato di avere.
Freddo è il marmo che la mie lacrime compiangono e nel ricordo ti avrò in eterno nel cuore.
» Ciao Zia «

posted by HEKANESER at the marzo 29, 2008 21:41... commenti

E quando pensi che tutto ormai si è risolto, qulcosa di imprevedibile ti cade addosso, ti fa sprofondare nel ridicolo della logica per non averlo previsto. Ti accorgi che le certezze vacillano e cadono come coriandoli perdendo la speranza di raccoglierli. Solo ed incompreso, a vivere momenti che vorresti fare a meno, con le tue ali incatenate al terreno e la mente libera da ogni pensiero.
L'ombra come la notte ti avvolge, sconsolando quelle piccole stelle nel tuo cielo tanto a cercarle di confortare ma non tardano a cadere. Il silenzio fa il suo corso, come il tempo prima di lui. Ti senti un peso sullo stomaco, queste incertezze sono insostenibili, ti senti annegare fra le tue lacrime e niente e nessuno pensi sia tanto folle da sostenere la tua croce.
Senti che qualcosa è cambiato, qualcosa che prima ti faceva sorridere, ti confortava. Come se senti di aver perso una parte di te fondamentale per poter continuare ad inventare questa vita. Cosa ti resta nelle mani se non quelle poche lacrime, versate da occhi che chiederebbero solo un po' di attenzione.
Il vento porta con sè ricordi, trasporta emozioni e domina sulle lacrime, decidendo se farle asciugare sul viso o sulle mani. Tutto ti corre intorno in modo convulso e frenetico, sei spaesato ed impaurito, stringendo le mani in atto di preghiera, nel buio della mente rischiarata dalla scintilla dell'amore. Speri di non perderla, di non lasciartela fuggire, troppo cara quella luce sulla quale aggrappi il cuore, proteggendola con quelle ali martoriate che non ti sollevano più come prima.
Chiudi gli occhi e appendi l'orecchio al chiodo dell'attenzione, ascolta ciò che ti sussurra l'Amore e vivilo fino in fondo, buttandoti alle spalle invidie e gelosie, timori e paure.
Siete soli, tu e lei, la piccola scintilla ricambia il tuo amore.
Come nelle calde notti d'estate
si riscalda il cuore e si trafigge d'amore.
In silezio mi abbandono alla tentazione.
posted by HEKANESER at the febbraio 21, 2008 10:33... commenti (3)

I passi mi conducono a contatto con la gente, quelle fiammelle di dubbia origine che si aggirano irrequiete ovunque. Salgo sulla metro, il vagone è sempre vuoto verso l'ora di pranzo e vivendo in periferia trovo aggirarsi sempre qualche vagabondo. Il sole splende sui finestrini, il buio della galleria non tarderà ad arrivare e la gente è li, chi seduta al posto, muta, o in piedi a riflettere. Con me sale una vecchietta, due occhi piccolini, arricchiti di rughe anche se il sole per un istante li rende lucidi come quelli di un bambino. Con sè porta un cagnolino, ha un'aria stanca e mal messa, con un vestito lacero ed un carrello pieno di stoffa che si trascina dietro. Prende posto, un ragazzo la fa quasi cadere a terra perchè si è seduta di fianco a lui, indignato si alza ed inveisce contro di lei che intanto si scusa, con una voce bassa e tremante. Si siede, sfugge agli sguardi della gente, tenendo stretto fra le mani il suo cagnolino, lo tiene forte, si chiude a sfiorare con il viso il pelo soffice del compagno, quasi ad addormentarsi. Sono li che la osservo, che la fisso, intanto mi avvicino a lei, le voglio parlare, starle per un attimo vicino e regalarle un sorriso. Mi blocco a riflettere ed intanto la mia fermata è arrivata. Scendo. Alle mie spalle la metro torna a correre sui binari, ripenso allo sguardo della vecchietta, sperando di rivederla.
..E si rimane muti ad aspettare che anche questa nuvola passi, sperando di vederla tornare presto.
Grida tutt'altro che silenziosa, adagiata su un cielo di ferro e mettoni, all'inizio è ferma sperando che non parta così da carezzare con gli occhi i petali della mia Rosa, che ricambiando quello sguardo rimaneva immobile a cavallo della nuvola. Silenzio, dopo alcuni istanti, la gente torna a farsi sentire come pioggia e la nuvola parte, sfuggendo ai miei occhi che intanto si orientano altrove, assaporando sulle labbra il bacio della mia Rosa.
Mi ritrovo a riflettere sul trenino che collega la stazione dei treni al mio quartiere. Non c'è molta gente nel vagone, ma abbastanza per non trovare posto a sedere. I pensieri si perdono sempre quando si avverte un pericolo imminente ed un rumore abbastanza forte, li sento tutti e due.
La mano della ragazza sbatte due volte contro la porta che separa il vagone dalla cabina dell'autista, la ragazza ha una voce squillante, trema. Un'ambulanza e anche di corsa, un ragazzo si sente male e ha bisogno di cure, urgentemente. Curiosità umana impone che in quel momento tutti, anche io, ci giriamo verso l'unica persona riversa su se stessa seduta al proprio posto, ferma, con le persone intorno che rimangono ferme, congelate nella loro indifferenza.
Il trenino si ferma, dalla cabina escono ben quattro persone, almeno tre inveiscono contro quel ragazzo che si sente male, bestemmiando addirittura perchè faranno tardi a casa.
Il ragazzo molto probabilmente aveva fatto uso di droghe o alchool.
Il vagone si svuota in meno di qualche minuto, chi a prendere un altro mezzo chi a curiosare in attesa dell'ambulanza, chi rimane rigido al proprio posto.
E' buio e la sera ci accarezza con il suo fresco abbraccio, dopo almeno un quarto d'ora nell'aria echeggia il suono della sirena. I minuti successivi sono d'attesa ed ecco finalmente spuntare i volontari della crocerossa che portano una barella. La gente intanto si accalca fuori dal vagono intrattenendosi ad osservare quel ragazzo riverso con la testa sul finestrino. Una signora che gli passa accanto lo guarda con aria schifata, quasi a volergli sputare, rimango a bocca aperta e nel frattempo il ragazzo vien caricato sulla barella e portato via. Di gente sul trenino se sale molta più di prima, tanto che faccio fatica ad entrare. Rimango ad osservare la luce della sirena che si allontana, sospirando.

posted by HEKANESER at the gennaio 24, 2008 22:04... commenti (1)

E torno a stuzzicare e solleticare le mie emozioni che per un anno hanno vibrato sulle corde di quel violino che vorrei tanto tornare a suonare.
Pizzico in consueta malinconia il chiaro ricordo della solitudine che via crescendo si è andata sempre più a dissipare, facendola tornare ombra che di tanto in tanto mi sorveglia, mi osserva tentandomi.
Mi è mancata la melodia che segue la tua lettura, tanto a volerla rubare a me stesso geloso di qualcosa che ho già, quanto possessivo per non volerla condividere con nessun altro.
Il silenzio è creato per essere infranto, per sentire la voce che urla e si agita dentro, un recondito istinto a voler scappare da una mera prigionia così da sollevarsi e con ali di cera sfiorare anche solo per un istante il calore del sole, in quel cielo d'oriente. Se precipiterò è stato solo per colpa mia, l'emozione non mi abbandonerà mai, vivo o morto in un amore senza uguali.
Mi solleverà e fra le sue mani io vivrò, come fra le mie, con dolcezza, vorrò farla vivere e sorridere.
Un Angelo è tornato a volare, il singhiozzo delle sue lacrime ha cessato di esistere.
Silenzio ...
posted by HEKANESER at the gennaio 23, 2008 18:39... commenti

Una tastiera davanti, una melodia nelle orecchie e tanti pensieri. Le mani corrono spedite e non sai cosa stai scrivendo, è parte di una canzone, o solo istinto, ma sai che quel che ne uscirà fuori, ed è solo Musica.
Prova e ti accorgerai di star davanti ad un pianoforte, le corde tese nei tuoi pensieri, pronto ad intornar la prossima nota, pronto a scrivere sul pentagramma delle proprie emozioni.
L'aria è scura, pesante; le parole si perdono in un fiume di suoni, di toni che si alzano e si abbassano come il vento, fuori alla finestra, che spira i suoi sussurri persuadendo gli alberi a piegarsi.
Lampi di pensieri, pioggia di emozioni, un temporale che vede trascorrere l'intera notte al suon della mia musica. Imperterrito il tempo si sussegue, come il velo delle nuvole corre nel cielo che dipingo nella mente. Stelle coperte che si affacciano su un mero infinito, invidiose della loro bellezza per poter apparire al pieno della loro lucenza.
Attimi che corrono, dita impazzite che non riesco a controllare, pensieri che volano, e scivolano le mie labbra nell'aria, mormorando insieme le stesse parole, professando insieme le stesse sensazioni.
La notte diventa sempre più fonda, gli occhi si chiudono, appesantiti dal sonno. Libero lacrime in stille trasparenti che prendono nota sulle mani, continuando a tener duro sulla tastiera.
Ansimo esausto, nella notte ormai inoltrata e tarda. I sogni prendono posto ai pensieri e le lacrime si posano sulle labbra, dandomi la salata sensazione di tornar a riaprire gli occhi.
Incerto sull'ora che ho raggiunto, voltandomi verso la finestra per poter apprezzare il dolce richiamo del sole che sorge, crogiolandomi al calore per poter abbandonare il freddo della notte passata.
Fra la musica delle mie parole e il pensiero di dover cominciare un nuovo giorno, le mani prendono lentamente a scivolare via, alzandomi e lasciar di me solo un pensiero... VIVERE

posted by HEKANESER at the gennaio 23, 2007 17:43... commenti (11)

Un passo -che fatica-
Due passi -ce la faccio-
Tre passi -ancora un'altra pugnalata-
Quattro passi -cado-
Cinque passi -non mi arrendo-
Camminare, la mia passione, interrotta per uncerto periodo di tempo solo per poterla rinforzare con l'uso delle stampelle. -me ne dovrò disfare, ora che non le uso più.. non le voglio più vedere-.
Quando il cuore comanda, la mente risponde. Ho intrapreso una lunghissima camminata, la stessa che faccio ogni volta che vado a rilassarmi al parco: stessa mèta.
Il dolore prende ad assalirmi ad ogni passo che compio,una pugnalata dritta ai muscoli dell'esterno coscia, resisto e vado avanti. Ho intenzione di provare, di non cadere e cedere. Ho voglia di superare le mie paure, i miei limiti. Con questa ambizione nella mente e una grande nostalgia nel cuore, attraverso la lunga strada che mi separa dal parco. Il sole comincia il suo declino, la sera si fa sentire con il suo respiro pungente. Ci sono.
Fomentato dal momento, nonmi rendo conto delle mie attuali possibilità e per un breve tratto intraprendo una leggera corsa. Il dolore par quasi cessare, come se non avvertissi alcuna paura nell'osare oltre le mie forse. Mi fermo, riprendo fiato, sento il cuore battere tantissimo, l'emozione mi assale e mi rende gli occhi lucidi. Ho osato troppo, la gamba mi cede con un soffocato rantolio fra le labbra assaporo quel piccante dolore che aumenta, strappandomi il fiato, resistendo nel cadere.
Ho in mente le mie emozioni ancora vive, lucido nella mia follia.
Lungo il mio tragitto mi incuriosisco,la gente che mi vede passare sorride, altra ridacchia sotto i baffi ed io non mi do spiegazione del loro attegiamento, me ne frego e continuo a camminare, anche se dovessi zoppicare.
Sfioro con i passi il prato del parco, le sensazioni mi assalgono, mi rendono conto di quanto mi è mancato camminare , quanto ho dovuto soffrire, ma alla fine ce l'ho fatta, ci sono riuscito, a piedi per chilometri prima di raggiungere la mèta.
Sorrido fra me, arrancando passi lungo il selciato che attraversa il parco. La stessa strada che faccio di solito quando vado li, tutto come l'avevo lasciato, tutto sotto lo stesso colore di quel tramonto freddo che riprende il suo posto nel cielo invernale.
Stanco mi siedo, osservo la gente che mi passa intorno, le loro voci mi richiamano più di una volta l'attenzione, rapita subito dopo dal panorama che si gode dai ruderi sui quali mi siedo.
La sera incalsa,lasciando il tramonto solo uno sbiadito ricordo. Decido in fretta sul dafare: tornare.
Riprendo la via di casa, nuovamente a piedi, nuovamente a sfidare me stesso.
Il sapore della vittoria sul mio corpo è qualcosa di indimenticabile, ma più dolce e dolorosa vittoria.
PS: In ultimo hocapito perchè la gente rideva quando mi vedeva: avevo la cerniera dei pantaloni abbassata... Un Sorriso.
posted by HEKANESER at the gennaio 09, 2007 17:47... commenti (7)

Ci sono giorni in cui mi sveglio spento
E tutto sommato provo a starci dentro
Nella mia stanza aspetto il mio momento
Sono qui, aspetterò
Io, aspetterò
Quando la vita sembra un treno lento
Penso agli amici fuori e muoio dentro
La mia generazione senza vento
Sono qui, aspetterò
Io, aspetterò
Finché arriverà il mio momento
Stammi accanto
Col pensiero tu, tu stammi accanto
Sole spento
Io ti sento con me
Quando sei condannato al pentimento
Stanco di sentir dire “non ho tempo”
Come in un sole in cui sentire freddo
Sono qui, aspetterò
Io, aspetterò
Finché arriverà il mio momento
Stammi accanto
Col pensiero tu, tu stammi accanto
Sole spento
Io ti sento con me
Sono qui, aspetterò
Io, aspetterò
Finché arriverà il mio momento
Stammi accanto
Col pensiero tu, tu stammi accanto
Sole spento
Tu sei dentro di me

posted by HEKANESER at the novembre 25, 2006 04:33... commenti (7)

Piume sparse nei miei [pensieri]
Non si sa mai da cosa iniziare o come iniziare quando si scrive un nuovo pensiero. A volte potrebbe essere talmente vasto che si limita a tenere stretto fra le dita senza lasciar che queste possano scappare sulla tastiera. Oppure troppo effimero che non vale la pena tenerlo.
-E' vero ciò che ho detto? O è sbagliato?-
Chi può mai rispondere se non io a ciò che dico. Qualcuno mi disse che noi tutti siamo unici nell'universo e non esiste un'altra entità uguale a noi. Siamo unici nella nostra vita, microscopici puntini se visti tutti insieme ma uno ad uno diverso fra loro capaci di esprimere e realizzare grandissimi sogni.
-Mi sto sbagliando ancora? Ho ragione?-
Alla fine cos'è giusto e cos'è sbagliato? Una domanda che oggi mi ha assalito in tutto l'arco della giornata, le ultime ore prima del tramonto che son riuscito a vivere con pienezza. Anche oggi ho intrapreso una rilassante passeggiata in direzione del parco, ormai per distrarmi o trovare spunti ed ispirazioni mi reco sempre li. Porgo la mente a meditare ed ogni mio passo si rivelava affacciarsi sempre di più ad un pensiero, centinaia e centinaia di passi.
Il primo spunto mi viene da una coppietta seduta su di una panchina in prossimità della strada dove di solito c'è molto traffico. Due ragazzi che si baciavano, due fidanzatinon è difficile capirlo e allora cosa mi ha attirato a guardarli e rendermi conscio dell'indiscreta attenzione che gli porgevo?
Il modo in cui si davano quel bacio. Lui seduto sulla panchina con le gambe distese e le braccia piegate ai gomiti che poggiano sulla sommità dello schienale mentre lei era quasi su di lui, seduta al suo fianco, a contorcere il busto per potergli stare davanti.
E' sbagliato? Quando ci si concede ad una persona soprattutto nell'atto di darle un bacio si dovrebbe esprimere anche con i gesti: accarezzandola, afferrandola in un abbraccio invece di stare comodo come se tutto sia dovuto mentre lei in quella scomoda posa cerca di assecondarlo.
E' Giusto? Dato il rilassamento del corpo si concentra il movimento sulle labbra intensificando quel bacio, avendo a mente solo la sensazione e l'emozione che riesce a trasmettere evitando di privare parte nella mente con il movimento del corpo.
-C'osè Giusto e cos'è Sbagliato?-
Raggiungo il parco, medito su molte cose,una delle quali mi ha portato ad intraprendere questa passeggiata. Controllo l'ora sperando che le 16.30 possano passare il prima possibile, mi mettono ansia e non voglio tornare ancora a casa, non ho ancora voglia di sentire quella notizia. Decido di andare avanti soffermandomi sotto un'arco dell'antico acquedotto romano a fissare il sole calare fra le chiome degli alberi lontani mentre ho sottofondo il rumore di un treno che transita nelle vicinanze, apparentemente fantasma non si favedere, solo sentire.
Lentamente scivola via anche questo giorno trovandomi a confrontare il tramonto con quelli freddi che ricordavo a inizio inverno. Qualcosa di caldo ancora dipinge il cielo spettinando in una carezza tutte le nuvole che galleggiano in cielo. Riprendo la passeggiata fissandomi su alcuni fiori sbocciati in alto fra le antiche pietre dei ruderi.
E' Sbagliato? Aggrapparsi a qualcuno o magari a qualcosa quando ci si sente soli ed indifesi, come quei fiori che vengono spinti dal vento tentandoli a cadere, ma forti nelle loro radici apparendo quasi dei parassiti a quelle pietre. Bisogna agire per proprio conto, un minimo di orgoglio e di volontà per non far sempre affidamento sugli altri.
E' Giusto? Tenersi saldi alla persona che si vuol bene ed essere per lei non un peso ma a tua volta un sostegno prezioso. Forse quelle pietre si reggono fra loro solo grazie alle radici dei fiori e più sono penetrate e più la struttura è rigida e solida.
-C'osè Giusto e cos'è Sbagliato?-
Avanzo in meritata solitudine imbattendomi più volte in gente che corre o che sta semplicemente in compagnia. Sento di essere l'unica persona che in quel momento non si trova a fare nulla se non a passeggiare fra i suoi pensieri, vedendo chi ha uno scopo e lo perseguita raggiungendo uno ad uno gli obiettivi prefissati. Ad un tratto mi trovo davanti una stradina che si insinua nella folta erba del prato curvando quasi bruscamente a sinistra trovandomi invece la strada principale davanti.
E' sbagliato? Tagliare la strada intraprendendo un'immaginario percorso dritto verso la strada principale allontanandosi dalla stradina pulita anche se lunga. Raggiungere la meta in poco tempo anche se nel tragitto dell'improvvisato taglio alcune spine ti sfreggiano le gambe strappandoti alcuni gemiti.
E' Giusto? Continuare sulla stradina anche se lunga ma si è sempre consapevoli che rimarrà pulita e non si vranno alcun tipo di ostacoli, anche se non si sa quanto tempo ci si possa impiegare per raggiungere la meta.
-C'osè Giusto e cos'è Sbagliato?-
Annego sempre di più nei pensieri annaspando a volte in ricordi che potrebbero far male al cuore tanto da cercar distrazione nello sguardo della gente che mi passa davanti. Li osservo anche solo per un breve istante e l'unica espressione mi trasmettono è la diffidenza. Sospiro e ben presto vengo a trovarmi nel bel mezzo di una disputa fra cani che ad un tratto si prendono di petto l'uno contro l'altro.
E' Sbagliato? La reazione di uno dei due padroni che prendendo il proprio cane fra le mani gli ha dato non si sa quanti schiaffi urlandogli contro a differenza dell'altro che lo ha semplicemente allontanato parlandogli sommessamente nell'orecchio per distrarlo.
E' Giusto? Che sia finita in questo modo, almeno quel cane che è stato preso a schiaffi ci ripenserà una seconda volta a disubbidire il padrone a differenza dell'altro cane che ritenterà ancora una nuova disputa
-C'osè Giusto e cos'è Sbagliato?-
Decido in ultimo di allontanarmi per riprendere la strada di casa, ormai le 16.30 sono passate da un pezzo e a casa mi stava aspettando una dura realtà da affrontare.
Questa giornata mi ha lasciato molto sia nella mente sia nel cuore.
Vorrei amare ed essere quel Bacio.
Vorrei aggrapparmi ed essere quel Fiore
Vorrei correre ed essere quella Strada
Vorrei ringhiare ed essere quel Cane
Vorrei affrontare la realtà ed essere semplicemente me stesso..
-C'osè Giusto e cos'è Sbagliato?-
posted by HEKANESER at the novembre 17, 2006 00:59... commenti (4)
